La Computer Vision è la branca dell’informatica che si occupa di studiare ed implementare algoritmi di intelligenza artificiale atti a rendere le macchine capaci di vedere il mondo circostante esattamente come lo vediamo noi esseri umani e di estrarre informazioni dalle stesse.
Buona parte del successo dei sistemi di visione è da attribuire allo sviluppo hardware di componenti elettronici ed ottici rendendo disponibili sul mercato una varietà di sensori per immagini, ad esempio sensori di immagini CMOS, chip per telecamere a infrarossi (IRFPA) o diodi a singolo fotone (SPAD) per applicazioni LiDAR, i quali richiedono metodologie di elaborazione delle immagini adeguate.
L’obiettivo è quello di estrarre il massimo numero di informazioni disponibili nel modo più efficiente possibile. A questo scopo vengono utilizzati in particolare i moderni metodi di apprendimento automatico (machine learning).
Le aree di applicazione vanno dal riconoscimento ultraveloce delle persone alle sofisticate analisi di parti in movimento, dal riconoscimento degli oggetti (object detection) alla generazioni di immagini realistiche.

L’AI può analizzare un video e riconoscere le nostre espressioni, il linguaggio del corpo e i gesti. Il riconoscimento delle emozioni è pertanto possibile attraverso tecniche di visione artificiale. Gli esseri umani mostrano un modello coerente nel riconoscere le emozioni e, allo stesso tempo, mostrano una certa variabilità tra gli individui.
Le persone variano ampiamente nell’identificare le emozioni degli altri in termini di accuratezza. L’uso della tecnologia per catturare e replicare le emozioni umane, tuttavia, è un’area di ricerca relativamente nuova dell’informatica chiamata “intelligenza emotiva artificiale” o “calcolo affettivo”.
Il riconoscimento delle emozioni negli esseri umani è un fenomeno naturale dove si usano più segnali non verbali, come espressioni facciali, linguaggio del corpo, gesti e tono di voce, per esprimere le proprie emozioni. L’intelligenza emotiva è il fattore più importante che ci dice quanto bene andiamo d’accordo con gli altri sia professionalmente che personalmente.
Siamo all’apice di una nuova era in cui le macchine iniziano a interpretare sentimenti, emozioni, stati d’animo e attenzione proprio come facciamo noi esseri umani.